Improv

Era l’estate del 1998, la sera rincasavo sempre tardi e un po‘ di stordimento davanti alla TV prima di dormire non me lo levava nessuno. Vidi il mio primo Match d’Improvvisazione Teatrale su Rai Due; fu subito amore. Gli attori in scena erano geniali e molti di loro tradivano inflessioni toscane. «Devo farla anch’io questa cosa qui».

Ma internet era ancora una bestia preistorica di scarse capacità ed io, dalla provincia, non riuscivo a raccapezzarmi. Poi, nell’ultimo inverno dello scorso millennio, a passeggio per Firenze per la manina con la mia prima fidanzata, vidi un manifesto inequivocabile.

Tutt’oggi, passando accanto a quel muro, punto il dito e racconto questa storia a chi è con me. Se non c’è nessuno me la riracconto per conto mio.

Telefonai il giorno dopo. Il corso era già avviato da mesi e, mi disse il mio futuro primo maestro, avrei potuto avere «problemi d’inserimento in un gruppo già ben avviato». Io risposi «se posso proverei lo stesso», che nella mia mente significava “mimportaunasega, lo devo fare, subito!”.

Così iniziò una lunga storia d’amore.