Foglio di sala

La Compagnia Teatrale Areamista Montelupo presenta:
I BECERI
commedia brillante – adattamento in vernacolo toscano
de “I rusteghi” di Carlo Goldoni

PERSONAGGI e INTERPRETI

Leonardo Bonfiglioli, commerciante – Filippo Sottili
Margherita Bacci, moglie di Leonardo in seconde nozze – Pamela Chiarugi
Enrichetta Bonfiglioli, figliola di Leonardo in prime nozze – Alessandra Taddei
Cecco Pampaloni, amico di Leonardo – Matteo Tinti
Marina Pampaloni, moglie di Cecco – Giuditta Spagni
Raffaello Sarchielli, amico di Leonardo – Marco Spinelli
Tosca Sarchielli, moglie di Raffaello – Costanza Ghedini
Maurizio Ciani, cognato di Marina – Mirko Manetti
Lapo Ciani, figliolo di Maurizio – Vittorio Plenzick
Madama Virginia Melis, amica di Tosca – Roberta Sanna

Adattamento e Regia di Mirko Manetti

Direttrice di scena: Roberta Sanna
Supervisione scenografie: Matteo Tinti
Supervisione trucco e costumi: Pamela Chiarugi e Costanza Ghedini
Tecnico audio e luci: Alessandro Taddei
Per i lavori di falegnameria si ringrazia la ditta AL.PA. di Gambassi Terme (FI)

La compagnia
La Compagnia Teatrale Areamista Montelupo è un laboratorio in movimento che da cinque anni porta in scena spettacoli autoprodotti, spesso su testi originali: ha debuttato nel 2011 con Ortensia ha detto “me ne frego!” di Georges Feydeau, l’anno successivo ha allestito sul Castello di Montelupo Fiorentino una serie di monologhi dal titolo Tramonto sull’olimpo e l’anno scorso ha sperimentato un nuovo format di improvvisazione teatrale: Improville, la città dell’improvvisazione.

L’idea
“I beceri” nascono come esperimento su diversi canali: quello drammaturgico, quello registico e quello produttivo. Si è trattato di trasportare una storia familiare dalla Venezia settecentesca alla Firenze del secolo scorso. Nel testo originale, I rusteghi, Goldoni saluta la Commedia dell’Arte e si affaccia alla moderna drammaturgia. La nostra volontà era omaggiare la commedia in vernacolo toscano, riadattando un testo della “preistoria teatrale” italiana. Da una tradizione all’altra.

L’approccio registico è stato un salto continuo dall’improvvisazione alla parola scritta, in un lavoro di “digestione del testo” che ha richiesto molte prove. Il laboratorio ha interessato anche gli aspetti produttivi, con una suddivisione interna dei compiti che ha consentito agli attori della Compagnia di sperimentare tutte le fatiche dietro all’allestimento di una messinscena.

Sinossi
La pièce ricavata dai tre atti originali si ambienta negli anni Venti a Firenze: Leonardo, un capofamiglia particolarmente burbero, organizza il matrimonio combinato dell’unica figlia. L’usanza è ancora tollerata, ma i parenti e gli amici dei due promessi, perfino i beceri amici del sor Leonardo, rimangono scandalizzati da un dettaglio particolarmente eccessivo dell’accordo: i due ragazzi non potranno vedersi fino al momento delle nozze.

Le donne, qui le vere reggenti occulte di una società destinata a dar loro presto un ruolo nuovo, tentano allora di rimediare organizzando un incontro clandestino. Le trama è fatta e disfatta da Tosca, la più smaliziata delle mogli, che dovrà anche ricorrere ad una discreta abilità oratoria per rimediare agli intoppi del caso.

È uno scontro generazionale e di genere che mette in luce i limiti di una società a guida maschile. È un classico definire così i classici, ma è proprio vero: pare impossibile si tratti di un testo del 1760.

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