Il ruolo dell’insegnante d’improvvisazione

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L’istruttore [di improvvisazione teatrale], e cioè l’organizzatore delle riunioni, può essere un regista, un insegnante, un attore, uno psicologo, un assistente sociale o qualsiasi altra persona interessata all’attività. L’istruttore non avrà una funzione autoritaria, né sarà soltanto un agente incaricato di stabilire le condizioni in cui dovranno verificarsi degli avvenimenti sconosciuti: egli, al contrario, progetterà l’intero programma e penserà a tutti i particolari di ogni seduta; favorirà la creazione e il mantenimento di un’atmosfera in cui le scoperte personali e di gruppo possano avvenire con grande facilità; e, seguendo passo per passo l’andamento del lavoro, terrà conto di tutte quelle circostanze (diversioni, interruzioni, tagli, approfondimenti) che potrebbero comportare modifiche nella “tabella di marcia”. In certe occasioni, l’istruttore, se lo riterrà opportuno, cercherà di entrare in rapporto confidenziale col gruppo, prendendo parte agli esercizi; in certe altre si sforzerà di ridurre al minimo il peso della sua presenza per lasciar posto alle attività personali dei partecipanti. L’istruttore dovrà sentirsi parte del gruppo e non considerare se stesso e il gruppo due entità separate. Una conoscenza preesistente tra l’istruttore e i partecipanti potrà favorire l’instaurarsi di un nuovo rapporto reciproco. Sarà utile, ad ogni modo, che i partecipanti possano sempre vedere nell’istruttore un compagno di ricerca e che i programmi o le richieste di quest’ultimo rivelino interesse e partecipazione verso le esperienze, le idee e i giudizi del gruppo. L’istruttore farà commenti ed esporrà i suoi punti di vista con lo stesso spirito d un qualsiasi componente del gruppo. La sua preparazione e la sua esperienza emergeranno egualmente anche senza che egli debba tenere un atteggiamento autoritario.

Empatia, prima di tutto il resto.

da L’improvvisazione teatrale, J. Hodgson e E. Richards, De Donato Editore, Bari, 1970